Angelo della gravità

Compagnia SMTM – Mòtumus

Angelo della gravità

prosa vietata ai minori

accompagnamento musicale dal vivo

Angelo della gravità è un testo nato a seguito della lettura di una notizia riportata anni fa dai giornali: Un detenuto nel braccio della morte era in attesa che la sua condanna venisse eseguita tramite impiccagione. L’esecuzione però fu sospesa perché il condannato in questione era grasso al punto che il suo peso avrebbe spezzato la corda del boia.

Angelo della gravità non è la storia di un uomo con evidenti problemi di disordini alimentari e di immaturità psicologica ma è la storia di un bambino che trascina il fardello di un’eredità familiare e sociale conflittuale e spietata. Si tratta di un testo a tratti crudo, brutale, un vomitare ininterrotto di parole, confessioni e ricordi, che nascondono l’infantile e tenera fragilità del protagonista.

La sua consolazione è il cibo un tempo ricevuto dalla madre come supremo e unico atto d’amore successivamente inseguito nel Paese dei Balocchi dove i supermercati sono aperti a tutte le ore e i panini sono come nei fumetti. Lì, in terra straniera, consuma il feroce e candido delitto per il quale viene condannato all’impiccagione.

Il monologo racconta due storie, la storia del bambino e ciò che lo ha condotto ad un puro e perverso delirio interiore e la storia di un uomo in carcere colpevole di un innocente destino. Anche lo spazio sul palco è delimitato e distinto come se il luogo fisico della cella fosse in una dimensione spazio-temporale diversa dall’esterno, luogo in cui viene raccontata la storia personale del protagonista. La musica, inedita e suonata dal vivo, sarà una compagna e sorreggerà il racconto, creando atmosfere che saranno parte integrante della storia.

Nel corso del monologo, il bambino costruisce la sua solitaria visione del mondo e lo fa utilizzando gli elementi di cui dispone, il culto del consumo e del perbenismo, disegnando una delirante concezione dell’ordine universale e morale nel quale la pornografia coincide con l’amore e l’eucaristia con l’indigestione. L’Uomo, invece, forte di questa fede approda alla visione celeste degli angeli della gravità che grazie alle loro ali vincono il peso della materia e si elevano verso Dio. Nella certezza di entrare a far parte della schiera di questi angeli, il condannato affronta con serenità la sua morte imminente e si consegna ad una autentica santità. Gli elementi religiosi, parte della scenografia, caratterizzano tutto il racconto. In scena sarà presente una croce, una bibbia e gesti e linguaggio imiteranno consuetudini e riti religiosi sia attraverso la similitudine che per contrasto ove immagini e suoni blasfemi e dissacranti inonderanno gli spettatori.

Nel susseguirsi degli eventi, la poetica del quotidiano e dei ricordi trasmuta il male in amore assoluto e sacro e profano si attraggono in maniera del tutto naturale, i concetti di colpa e innocenza, di punizione e redenzione balleranno una macabra e tenera danza.