Le isole sataniche

Compagnia SMTM – Mòtumus

Le isole sataniche

prosa

San Nicola è ritenuta una delle isole di confino più dura nel periodo fascista: prepotenza, ubriachezza, usura, assassinio. “Uno scoglio desolato. Non un albero. Non un po’ di verde. Solo la roccia nuda e qualche camerone cadente” la descriverà Mario Magri.

Anche a San Domino, altra isola dell’Arcipelago delle Tremiti, si consumerà un confino del tutto particolare: quello di ragazzi omosessuali.

Ragazzi prima arrestati e poi confinati in questo ghetto isolano di cui poco si è parlato.

Le isole.  Foderate di omertà. Scartavetrate da un tempo surreale. Abitate da presenze, che si muovono nel silenzio, nel divieto.

Costruire un presente impossibile; rabberciare i ricordi come salvezza.

Storie senza una storia se non della storia di un popolo che ha segregato se stesso, che ha inseguito fantasmi; un potere che ha giocato con le paure.

In questo nuovo mondo in cui qualcuno deve espiare la colpa di essere omosessuale, si sgretolano le ore della propria vita, inanellando follie, passioni, rabbia e gioia.

San Nicola, l’isola satanica, come la definì Egilberto Martire, assieme a San Domino, ha molto da raccontarci. Di una vita di costrizione al margine, nella quale, qualcuno ha trovato finanche il modo di essere ancor più se stesso, che quando era nella propria città.