Arlecchino, ovvero la storia del servo che voleva amare e mangiare nasce da un’idea di Maurizio Ciccolella, che ha scelto di lavorare nel corso del IV anno della Scuola Talìa sulla maschera.

Così gli alunni hanno vissuto un anno di formazione sperimentando un lavoro che li ha molto appassionati: la maschera neutra. Il corpo e il suo linguaggio, la comunicazione non solo senza la parola ma anche senza il viso! Poi ad aprile è arrivata la presentazione della commedia dell’arte e dei personaggi; quindi la lettura del copione utilizzato nello storico allestimento di Giorgio Strehler che Maurizio Ciccolella ha portato con sé dalla Scuola del Piccolo di Milano. Così è iniziata un’avventura che nessuno si aspettava durasse così a lungo. Una generale nell’estate del comune di San Donaci, poi due repliche nell’estate del comune di Brindisi e un’altra nell’estate del comune di Francavilla Fontana.

Pian piano quello che è nato come un saggio di fine corso è divenuto un vero e proprio spettacolo, impegnando in diverse formazioni circa 20 alunni oltre a tre ex alunni già professionisti (Francesca Zurlo, Angelo Maggio, Stefano Magrì). Lo spettacolo è sbarcato anche a Conversano presso Casa delle Arti fino ad arrivare all’11 novembre a San Martino dove si è concluso il primo ciclo di rappresentazioni presso lo chapiteau El Grito, in occasione della Festa del Circo Contemporaneo e al Parco dei Canali nell’ambito del Progetto Puglia Green Hours.

Lo spettacolo ha successivamente aperto il Festival del Teatro sull’acqua, patrocinato dal Comune di Brindisi in collaborazione con STP.